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Cagliari-Milan 1-1, alias si doveva fare meglio

Nella giornata in cui la Lazio pareggia col Napoli, la Fiorentina le busca con la Juve e l’Inter rinasce distruggendo l’Invincibile Armata dei Pandori, noi si perde due punti fondamentali nella rincorsa al terzo posto. O se ne guadagna uno, visto come si era messa. Sì, perché dopo gli orrori di Sampdoria-Milan incappiamo in una giornata piuttosto simile, dove non gira niente (leggasi non gira il Faraone) e dove la premiata ditta Mexes-Zapata si rende protagonista dell’ennesima prestazione vomitevole.

ATTENTI A QUEI DUE – Il male oscuro che si è impossessato del Fine Pensatore di Rodin ha un solo nome: la scarsezza. Mexes è un giocatore semplicemente sopravvalutato, che ha una fiducia sconfinata (e mal riposta) nei propri mezzi, senza la quale sarebbe un Bruno N’Gotty qualunque. La sua stupidità è seconda solo a quella dell’arbitro Giannoccaro, che giustamente concede un vantaggio al Cagliari ma evita di sventolare il secondo giallo al pippone francese. Pippone che trascina nel baratro quello che, accanto a un regista difensivo coi controcoglioni, sarebbe anche uno stopper niente male, ovvero Cristian Zappa Zapata. Il quale, povero chreesto, avrebbe bisogno di essere guidato da qualcuno che avesse almeno il quoziente intellettivo per sostenere una conversazione con un merlo indiano. La cosa esclude purtroppo anche Bonera, mentre Yepes purtroppo ha i giorni calcisticamente contati. Io proverei Ambrosini come centrale difensivo, tanto peggio di Mexes…

CENTROCAMPO FANTASIA PROPRIO – L’assenza di Montolivo si è fatta sentire più di quanto pensassi. L’ex viola ha la velocità di un bulldog col catarro, ma quantomeno possiede piedi sicuramente più educati del Trio Ferramenta di domenica. Tutto sommato non mi è sembrata una gran mossa disfarsi di Urby et Orbi Emanuelson, giusto per avere un minimo di qualità in mezzo al campo se a Montolivo dovesse venire il raffreddore.

DESTRA, DESTRA E ANCORA DESTRA – Non è il grido di battaglia di Gianranco Fini, ma il leit motiv dei primi 45 minuti di domenica, quando praticamente abbiamo attaccato solo da quel lato. Una serie infinita di palloni gettati in area, anche con buon tempismo in alcune occasioni, ma la sensazione è che Balotelli vada servito in altro modo. Sicuramente Pazzini trarrebbe beneficio da questo tipo di gioco che curiosamente, quando lui è in campo, sfruttiamo invece troppo poco.

Domenica urge fare bottino pieno contro il Parma dell’indimenticabile Donadoni. E speriamo che siano Luci a San Siro.

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