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Genoa-Milan 0-2, alias giochiamo senza l’arbitro

Pazzini

Pazzini mostra a Portanova come ha intrattenuto sua moglie la sera prima. Sua di Portanova ovviamente.

Si torna da Genova con tutto un altro spirito rispetto alla brutta trasferta di gennaio contro la Sampdoria, quando Balotelli era ancora nella City a tirare petardi e ingravidare bei culi a casaccio e la gara di Champions contro il Barcellona una di quelle in cui sì vabbe’, ma che giochiamo a fare. Uno 0-2 senza soffrire più del dovuto, nonostante l’arbitro Damato abbia deciso che gli piaceva di più il calcio fiorentino e che valeva azzoppare gli avversari e stoppare il pallone di mano.

Evviva il turnover

Memore di quando rischiò Thiago Silva contro la Roma, prima dei quarti contro il Barcellona l’anno scorso, l’Allegri Chirurgo schiera titolare l’unica prima punta disponibile in Champions. Che puntualmente si rompe. Pazzini rimane in campo più del dovuto, tra le bestemmie di milioni di rossoneri che al grido cambialo, coglione! Mai si sarebbero aspettati quanto sarebbe successo di lì a poco. Perché stavolta il coglione (cit.) la combina giusta: la versione gambadilegnesca del Pazzo si figura l’immagine di Portanova al posto del botticellesco Frey e, in un tripudio di sostantivi aggettivizzati, s’inventa una parabola delpieresca che si infila là dove non batte nemmeno la Minetti il sole.

Segue intervento omicida di Bertolacci, che cerca di rimuovere d’emblée la tibia di Muntari e purtroppo non ci riesce. Conseguentemente c’è il serio rischio che il ghanese, francamente pessimo quando non si tratta di limitarsi a menare calci a vanvera, possa essere schierato anche martedì al Camp Nou. O Nou Camp. O come chezzo si dice (ri-cit.). Ma di quella partita, anzi de LA partita parleremo fra poco.

Festival dei calci

Giusto il tempo di ricordare l’ammonizione-record di Balotelli, evidentemente desideroso di emulare Gianfranco Zola contro la Nigeria nel Mondiale del 1994. Nel senso che si vede sventolare un cartellino assurdo al primo intervento, solo che fortunatamente stavolta è di colore giallo. Prendiamo nota che Damato ha già completamente perso le redini della partita dopo neanche venti minuti e passiamo ai prossimi scempi.

Dei tre rigori di cui si lamenta il Genoa, francamente nessuno pare nettissimo, almeno se visto in tempo reale. Il tocco di mano di Zapata non è assolutamente volontario, perché il colombiano ha il braccio attaccato al corpo. Quello di Niang invece sì, ma a prima vista sembrava che la palla avesse toccato prima il petto e poi il braccio, non viceversa. Lo stesso francesino in area sfiora Granqvist, due metri e quaranta per trecentotrenta chili, che vola a terra colpito da leptospirosi improvvisa. Se questo è il rigore più visibile dei tre…

Nel frattempo è il Milan a rimanere in dieci, perché Bovo stupra Constant e si becca soltanto un cartellino giallo, mentre la controfigura abbronzata di Ibra viene mandata anzitempo sotto la doccia. Ma fa niente, perché Abbiati fa buona guardia e il Grifone può suggere a profusione dall’inverecondo apparato riproduttore di Adriano Galliani e compagnia.

Remuntadestocazzo

E addiveniamo alla partita che può cambiare la stagione del Diavolo. Perché onestamente passare il turno, anche per il rotto delle chiappe, può essere un’iniezione di fiducia di quelle che poi magari fai la fine del Chelsea dell’anno scorso. Difficilmente il Milan potrà ripetere la gara d’andata, perché il campo del Barcellona è infinitamente più largo e il terreno di gioco molto più veloce rispetto al manto erboso di San Siro. Chiudere le linee di passaggio diventa praticamente impossibile ed è da mettere in conto che i blaugrana possano avere almeno 3-4 palle gol nitide. Il che significa essere fortunati a prendere meno di due gol. Il che significa che bisogna cercare di farne almeno uno.

In Catalogna la menano da giorni con la remuntada e sinceramente, dopo gli ultimi risultati non certo brillanti, un Barcellona ferito nell’orgoglio fa paura. Inneggiano alla remuntada in barba alla tremenda sfiga che si sono portati tre anni fa, quando furono eliminati a sorpresa da quella provinciale di cui non ricordo il nome, ma che se non ricordo male fa rima con merda.

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