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Milan-Palermo 2-0, alias massimo risultato con il minimo sforzo

Donati si esibisce in un cosplay di Jiaozi di Dragon Ball

Donati si esibisce in un cosplay di Jiaozi di Dragon Ball

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, Mario Balotelli fa ciao ciao con la manina ai gufi che speravano in un tracollo psicologico dei rossoneri, e regala ai suoi 3 punti fondamentali nella rincorsa al secondo posto. A farne le spese è un derelitto quanto volitivo Palermo, ridotto ormai a un’accozzaglia di giocatori pescati più o meno a caso e fatti allenare a rotazione un po’ da questo et un po’ da quello. Chissà per quali oscuri motivi i rosanero non vincono una partita da fine novembre, eh Zamparì?

Ripensando al Camp Nou

Due palloni toccati in area di rigore, altrettanti gol. Più una serie di giocate tanto belle quanto utili e una percentuale di errori (pacchiani) più bassa del solito. Chissà come sarebbe andata se SuperWario avesse potuto giocare martedì. Un giocatore così freddo da non risentire praticamente mai della tensione di una partita, come testimonia il fatto che non abbia ancora fallito un calcio di rigore (e ne ha battuti diversi). Ma coi se e coi ma una storia non si fa, anche perché verrebbe fuori una cosa abbastanza brutta tipo Se ma sese mama sema mase mamamase e via dicendo.

Muntari e Flamini

Visto che della gara col Palermo c’è poco da dire (rigore sacrosanto, giusto il giallo e non il rosso a Zapata, partita controllata senza troppi sforzi), vale la pena di spendere qualche parola su due giocatori che nell’ultimo anno stanno vivendo un percorso diametralmente opposto.

Sulley Muntari è arrivato l’anno scorso a gennaio dall’Inter con la patente di operatore ecologico e invece si è trasformato in Frankie Rijkard 2.0. Qualche gol, tra cui il 2-0 alla Juventus diventato un tormentone che al confronto Harlem Shake è il lato B di un lp dei Camaleonti, ma soprattutto una lucidità e una solidità che non erano propriamente le sue caratteristiche migliori. E se chiedere a un interista cosa ricorda con piacere di Muntari, vi risponderà sicuramente il giorno in cui se n’è andato.

Quest’anno sembra essere tornato il Muntari che gli interisti hanno imparato a bananeggiare. Lento, spesso così svagato da addormentarsi con la palla tra i piedi, per non parlare di una quantità industriale di lanci sparati alla viva il parroco. Si segnala giusto per qualche pallone recuperato, troppo poco rispetto al minutaggio che il signor Allegri continua a concedergli.

Minutaggio che, all’opposto, monsieur Flamini si sta giustamente guadagnando a furia di prestazioni convincenti. Il francese ha ritrovato la gamba e il ritmo dei tempi migliori, quando all’Arsenal faceva il cane da guardia di Fabregas: sempre nel vivo dell’azione, inserimenti costanti con e senza palla, prezioso quando si tratta di recuperare i cosiddetti palloni sporchi. Non segna e non ha una gran visione di gioco, ma quantomeno ha l’umiltà di non provare nemmeno giocate che non fanno parte del suo repertorio.

Verso Verona

Due settimane per tirare il fiato e prepararsi al rush finale. A cominciare dal semi-posticipo delle 18.30 che, sabato 30,  vedrà il Milan impegnato sul difficile campo del Chievo. Sarà la prima di nove finali, i 3 punti saranno fondamentali, non bisogna sottovalutare il Chievo, complimenti alla squadra di Corini che sta facendo un campionato importante, viva la fiera delle banalità. Ciao.

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